Responsabilità Civile e Patrimoniale degli Enti Pubblici e dei suoi Dipendenti.

La Rc patrimoniale Enti pubblici è la copertura assicurativa che viene prestata per la responsabilità civile e amministrativa sia degli Enti Pubblici che dei suoi dipendenti.

Questo particolare tipo di polizza riguarda, quindi, diverse figure professionali come i sindaci, i direttori generali, gli assessori o i semplici funzionari, i quali potrebbero essere chiamati a rispondere di perdite patrimoniali causate nello svolgimento dei propri compiti istituzionali a causa di omissioni o di errato esercizio delle proprie funzioni. 

L’Rc patrimoniale colpa grave dipendenti pubblici, quindi, viene sottoscritta sia per le perdite patrimoniali causate alla Pubblica Amministrazione o all’Erario, in conseguenza di atti commessi per colpa grave dipendenti pubblici, nello svolgimento delle proprie funzioni, sia per la loro responsabilità civile per perdite causate a terzi a causa di omissioni secondo quanto stabilito dall’art. 2043 del Codice Civile e dall’art. 28 della Costituzione.

La Pubblica Amministrazione, nel suo operare, è tenuta a rispettare le norme di legge che regolano il suo agire. In caso di provvedimento illegittimo che va ad incidere sulla posizione di un cittadino, il privato ha sia il diritto di chiedere l'annullamento dell'atto, sia il diritto di chiedere il risarcimento del danno, se è in grado di dimostrarne l'esistenza e l'entità. La richiesta di risarcimento del danno non va necessariamente preceduta dall'impugnazione del provvedimento, ma la mancata impugnazione può influire sull'entità del risarcimento anche, in casi estremi, escludendolo.

La Pubblica Amministrazione è obbligata ad agire nel rispetto del principio di legalità e ciò comporta che i suoi atti, contrari alla legge, possono essere annullati. Se però questi atti, oltre ad essere illegittimi, danneggiano la posizione dei cittadini, in linea teorica è possibile richiedere ilrisarcimento dei danni subiti. Si parla in questo caso di responsabilità della Pubblica Amministrazione per un esercizio illegittimo dei suoi poteri. Il danno risarcibile, tuttavia, è differente a seconda della posizione di cui si chiede la tutela e della possibilità di eliminare il pregiudizio attraverso una richiesta di annullamento dell’atto.

Per capire se un provvedimento illegittimo della Pubblica Amministrazione ha causato un danno e, soprattutto, quale tipo di danno ha generato, bisogna considerare prima di tutto quale è la posizione del privato cittadino di cui si chiede la tutela. Occorre infatti distinguere il caso in cui il privato si oppone all’esercizio del potere da parte della Pubblica Amministrazione per proteggere una sua posizione già acquisita, dalla situazione in cui il privato chiede alla Pubblica Amministrazione di emanare un provvedimento che migliora e amplia la sua posizione di cittadino.


Nel primo caso, per definire tecnicamente la posizione, si dice che il cittadino ha un interesse legittimo oppositivo, cioè, un interesse ad opporsi a come la Pubblica Amministrazione esercita un potere che va ad incidere sui suoi diritti e sui suoi interessi. Si pensi al caso in cui il privato è proprietario di un terreno che il Comune intende espropriare per costruire un’opera pubblica. Il cittadino, in questa ipotesi, ha il diritto di pretendere che la P.A. effettui l’espropriazione nel rispetto delle leggi e, in caso rilevi delle illegittimità, di opporsi.


In questa situazione, il provvedimento illegittimo che sottrae al privato un diritto o peggiora la sua posizione complessiva certamente provoca un danno che deve essere risarcito, ovviamente sul presupposto che il danno venga dimostrato anche con riferimento alla sua entità. Nel secondo caso, si dice che il cittadino ha un interesse legittimo pretensivo, cioè il diritto che la Pubblica Amministrazione, nel valutare se la sua richiesta sia da accogliere o rifiutare, segua le norme di legge. Si pensi al caso in cui il privato faccia richiesta di una concessione, ad esempio per aprire un’attività commerciale, e questa venga rifiutata.
In questo caso l’effettivo diritto al risarcimento del danno presuppone che:
il provvedimento di rifiuto della P.A. sia illegittimo;
il richiedente avesse effettivamente tutti i requisiti per ottenere quella determinata concessione (e quindi quel provvedimento di autorizzazione che aveva richiesto).

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